venerdì 5 aprile 2024

Diligenza per Carbondale



Vi pubblico qui un mio racconto inedito ❤️

Fatene buon uso. E condividete 💕


Gulfport, Mississippi

6 giugno 1913 

 

Cara Gretchen,

avrei voluto scriverti prima ma il lungo ed estenuante viaggio da Saint Louis me lo ha impedito, avevo bisogno di sedermi e rimanere solo con la penna e il foglio per poter liberare le mie emozioni nell’inchiostro. Alla fine di questa missiva, ciò che scriverò non avrà alcuna importanza per te, ma voglio che tu sappia, fin da ora, che ti ho sempre amata, dal primo giorno in cui la tua mano tesa ha sfiorato la mia, non ho mai mentito sull’amore che provavo per te, neanche per un secondo. 

Sono qui sulla banchina di Gulfport, il rumore del mare culla i miei pensieri e li rende più leggeri, il profumo è quello del pesce appena pescato misto a carbone che brucia e fragranze di signore imbellettate che partono per l’Europa. Io parto, non so ancora per dove, so soltanto che vado. Gretchen io mi maledico, ma questo lo sai. Maledico il giorno in cui ho messo piede su quella diligenza. Può un battito d’ali di farfalla causare un uragano dall’altra parte del mondo? Se può un passo su una diligenza provocare l’annullamento di tutte le mie certezze, di tutto ciò in cui avevo creduto fino a quel momento, allora credo di sì. Un passo su una diligenza può rovinare delle vite, la mia, la tua, la sua, quella di Primrose

Era la diligenza per Carbondale, partivo per concludere un affare con una grossa impresa siderurgica, mi aveva mandato il mio capo, ricordi? Io non avrei voluto partire, perché da lì a poco sarebbe stato Natale, e non mi ero mai perso un Natale con voi da quando era nata Primrose. Temevo di non riuscire a tornare in tempo per rivivere la magia del Natale nei suoi occhi di bambina. Ti ho amata Gretchen, ti ho amata come se fossi sempre stata mia,come se tra tutti gli uomini, che ti erano passati accanto da quandoeri diventata donnatu avessi visto solo me, e non mi bastava, che essere immondo sono sempre stato.

L’amore si manifesta sotto tante forme, ma ce n’è una, una in particolare, quella che io mai più avrei voluto provare, ed è quella dell’amore che passa; lo avevo già provato anni fa, te ne parlai e tu non capisti perché la tua anima era ancora troppo giovane e leggera per averlo già sentito. Era un dolore, quello, che ancora non si era scollato da me, così disgustoso che mai avrei voluto assaporarne di nuovo, che di nuovo si incollasse a me come fa la pece sulla terraL’amore che passa è il più doloroso di tutti gli amori possibili; l’amore passato non arde più, non brucia le viscere come l’amore che passa, quello sì che ti fa sentire come se avessi l’anima in fiamme, e non sono le fiamme della passione, ma quelle della sofferenza, tua e dell’altro. 

Sai Gretchen, c’è un momento, tra l’amarsi e l’essersi amati, in cui vorresti provare l’uno ma anche l’altro e invece stai lì, nel mezzo, a domandarti perché sei diventato una persona tanto orribile, o se invece lo sei sempre stataOh, ma tu no Gretchen, tu non ti saresti mai trovata nella mia situazione, tu sei pulita, lfuliggine non ti ha mai sporcato, tu non sei in grado di ferire, ed è per questo che verrai ferita sempre; non mi odiare per ciò che sto dicendo, non è un augurio il mio, è una triste constatazione di ciò che ti ho fattoSe io avessi immaginato che un giorno t’avrei fatto soffrire così tanto probabilmente neanche tavrei stretto una mano, perché le anime belle non si meritano il dolore e invece quelle sporche come me lo cercano e lo ambiscono più della felicità.

Vorrei cancellare il giorno in cui sono salito su quella diligenza per Carbondale, la diligenza che avrebbe dovutoportarmi a Carbondale e che invece mi portò ad un’altra donna, diversa da te, sporca come me. Se lo avessi saputo avrei camminato, finché non mi avrebbero sanguinato i piedi, fino a Carbondale. Anzi no, non avrei messo piede fuori dalla nostra casa, non sarei mai più uscito da lì, non l’avrei fatto perché sapevo, so, che rimanendo con te avrei avuto la serenità eterna, una spalla su cui piangere, una bella famiglia, il bastone della mia vecchiaia, la mia Primrose. Ma noi sporchi siamo condannati alla sofferenza, la fuliggine si annida nei nostri vagiti fin dalla nascita, si attacca ai bronchi come silice, la fuliggine dell’anima, il tumoredei sofferenti. Avrei voluto amarti come si amano le opere d’arte, a distanza, senza scalfirti, senza rovinarti; ma non ci sono riuscito;per l’ennesima volta nella mia vita non sono riuscito a fare qualcosa, una cosa così semplice come amare un’anima pura, pulita. Li ricordo come se fosse ieri i tuoi capelli biondi al sole, seduta nel prato che era stato un tempo l’orto di tuo padre, finché aveva avuto l’onere di vivere; quel prato era in quel momento diventato il luogo in cui ti perdevi leggendTolstoj e immaginando un amore come quello di Kitty e Levin, ma io sono sempre stato Aleksej e tu non sei mai stata Annatu leggevi con i piedi nudi appoggiati nell’erba bagnata e io ti ammiravo da lontanomentre aspettavo che il fornaio aprisse per il pomeriggio,e tu già mi guardavi come l’uomo che ti avrebbe tenuto la mano mentre partorivi i nostri figli, non sapevi all’epoca della mia fuliggine, dei miei poveri polmoni intrisi di sofferenza. Ti ho amata con tutto me stesso i primi anni, sentivo che saresti stata la cura, la soluzione alla fuliggine, ciò che finalmente mi avrebbe fatto sentire sereno; e così è stato, per anni, sei stata la mia cura, ma la fuliggine era nascosta sotto il tappeto non l’avevi cacciata fuori dalla porta, non avresti potuto. La prima volta che ti ho stretta ho pensato che avrebbe dovuto essere quella la sensazione che ti dà l’amore, quello vero, una pace malinconica, e non la passione irrefrenabile che diventa dolore costante; una pace malinconica che si protrae così a lungo da arrivare serenamente alla morte stringendoti la mano. E forse lo era, la sensazione giusta, ma a noi sporchi non basta mai. Ho mentito prima, quanto ti ho detto che dal primo giorno che ti ho incontrata non sapevo che sarebbe andata così, che t’avrei rovinato l’esistenza, lo sapevo, l’ho sempre saputo che la fuliggine sarebbe sgattaiolata da sotto il tappeto e mi avrebbe coperto di nuovo come dune nel deserto, tanto che non avrei visto più la tua luce. Sono stati anni meravigliosi, mi hai reso un uomo felice, un uomo sereno, mi hai reso padre, nessuno potrà mai farmi regalo più grande di questoGretchenNon ho mai, neanche per un secondo, sentito sofferenza quando stavo con te, ho provato felicità, serenità, comprensione, tranquillità… mai nessun accenno di rabbia, tristezza o dolore.Dio solo sa quanto mi sono mancate. Io vivo, mi sento vivo, quando in me irrompono la rabbia, la tristezza, la sofferenza, quando il dolore è così forte da volermi uccidere; da quando ho coscienza di me il dolore vuole uccidermi e io voglio uccidermi per il dolorequesto è quello che provo, una vita dedita al dolore,questo è ciò che provano i sofferenti. E quindi l’ho sempre saputo che alla fine t’avrei fatta soffrire, perché la mia dedizione al dolore ha portato a tutti quelli che mi hanno amato altra sofferenza, ma la loro, la tua, è una sofferenza che non hai richiesto ed io per questo mi odio e vorrei poter tornare indietro e non prendere la diligenza per Carbondale. 

Non ti parlerò di lei. Non meriti anche questo. Ti dirò soltanto che lei è come me, sporca, coperta di fuliggine dalla testa ai piedi, il dolore l’ha preso per mano tanti anni fa, non l’ha mai lasciato, non ha avuto, a differenza mia, una persona pulita che nascondesse la sua fuliggine sotto al tappeto. Non odiare lei, è un’altra vittima della mia costante ricerca del dolore. Odia me, odiami con tutta tstessa e poi fche io ti diventi indifferente; quanto mi costa chiederti questo, chiederti di diventarti indifferente significa chiederti di dimenticarmi e non è ciò che vorrei, ma è ciò che devi fare

Lei mi ha dato la sofferenza che da tempo sentivo mancarmi, ti rendi conto Gretchen? Mi sono innamorato di un’altra donna perché tu non mi hai mai fatto soffrire, quanto può essere sbagliata la mia esistenza? Cosa può essere andato storto nella costruzione della mia persona per volere questo?

Lei mi ha ricoperto di fuliggine ed io l’ho anche ringraziata, ti ho mai detto
“grazie” per avermi amato così tanto e così puramente? Grazie Gretchen.

Lei mi ha guardato appena salito sulla diligenza e da quel momento i suoi occhi non hanno più abbandonato i miei pensieri, neanche quando tornavo a casa da te, da Primrose. 

Non mi devi niente, solo odio, ma devo comunque chiederti una cosa, capirò se non lo farai ma non posso concludere la missiva senza avertelo chiesto. Ricorda a Primrose quanto l’ho amata, ogni giorno, non per me ma perché lei non pensi mai di essere stata sbagliata. Ho amato la mia bambina ogni giorno ma, come con te, ho saputo dal primo vagito, dalla sua nascita, che l’avrei fatta soffrire. 

Ora è tempo che io vada, sono trascorse ormai ore, qui, sulla banchina di Gulfport, non riuscivo a trovare le parole adatte per dirti tutto ciò che avevo lasciato indietro quando sono fuggito con lei, un mese fa. 

In questo mese il dolore ha concluso la sua opera su di me, la mia creazione nel dolore è stata completata, non c’è più spazio per nient’altro nella mia misera vita se non per il dolore, mio fedele compagno di viaggio, mia unica certezza.

Io parto, non so ancora per dove, so soltanto che vado. 

Io parto, non so dove si arriva.

Io parto, non so cosa c’è oltre il mare.

Io parto, non so quando giungerà la mia morte.

Io parto, non so se troveranno il mio corpo

Io parto, non so se potrai mai perdonarmi

Io parto, non so ancora per dove, so soltanto che vado. 

 

 

Christopher

 

lunedì 11 marzo 2024

Perché dovresti guardare Supersex. E no, il porno non c’entra.






Ok questo titolo è un po’ Clickbait perché in Supersex il porno centra eccome. Dopo aver letto centinaia di commenti di odio verso questa serie, commenti in cui la maggior parte delle persone ammetteva di non averlo neanche visto, ho pensato fosse necessario fare un po’ di chiarezza.

Quindi, perché dovresti guardare Supersex?

1. Rocco Siffredi non è un attore porno, Rocco Siffredi è L’ATTORE porno. Probabilmente il più famoso di sempre, in tutto il mondo. Le cose che ha vissuto, le cose che può raccontare… Insomma come direbbero Aldo, Giovanni e Giacomo… abbiamo una celebrità, la buttiamo via?

2. Scherzi a parte, Rocco Tano, questo il suo vero nome, ha avuto una vita davvero complicata, ricca di aneddoti e avvenimenti che sono stati resi ancora più interessanti da una sceneggiatura fresca e accattivante, firmata dagli autori di Netflix.

3. Alessandro Borghi. Devo aggiungere altro? Ormai consacrato tra i dieci attori italiani più bravi del momento, qui trovo si sia superato con l’immedesimazione nel personaggio (quando ride è identico a Rocco). Ah, aneddoto, Rocco disse che avrebbe firmato per i diritti solo se Borghi avesse accettato l’incarico. Perché? Fine del quarto episodio. (Io non vi ho detto niente eh). 

4. È ora di abbattere i pregiudizi sul mondo del porno. È un lavoro come un altro e se ancora non lo avete capito il problema non è di Netflix. Ciò che c’è di interessante nella vita di Rocco, e quindi nella serie, prescinde dal porno, tutto ciò che vi terrà incollati alla serie non ha nulla, o quasi, a che vedere con il suo lavoro. Però signori, siamo nel 2024, quanto pensate che si potrà ancora rimandare la libertà sessuale in Italia? Siamo uno stato laico da un po’. Suvvia.

5. Ultima motivazione ma prima per importanza: Adriano Giannini. Una rivelazione. Mi era piaciuto già moltissimo un Adagio di Sollima qualche mese fa ma qui, dove interpretata il fratello di Rocco, si è di gran lunga superato. Una mimica facciale fuori dal comune, un’intensità devastante nelle scene drammatiche. Tommaso Tano vero fulcro di tutta la serie. Ho pianto in quasi tutte le scene in cui era protagonista. 


Insomma, ancora volete fare polemica su Supersex senza averlo visto?


P.s. Gli attori di Schicchi e Moana identici. 

P.p.s. Non conoscevo la storia di Franco Caracciolo, persona meravigliosa. 

mercoledì 8 novembre 2023

The Fall of the House of Usher: l’essenza di Allan Poe.

 


Possibili spoiler. 

The Fall of the House of Uscher è la serie dell’anno e non ascolterò ragioni sul contrario. 

All’inizio credevo che la serie si basasse soltanto sul racconto omonimo appunto, la caduta della casa degli Usher. Invece raccoglie in otto episodi tutti i migliori e più inquietanti racconti di Poe in chiave contemporanea con tematiche spaventosamente attuali. 

Scopriamo subito che Roderick (un nome meraviglioso che non conoscevo), ricco magnate dell’industria farmaceutica, ha sei figli tra legittimi e illegittimi, questi sei figli sono morti tutti nelle ultime due settimane. Il primo episodio e l’ultimo sono ovviamente prologo e epilogo mentre gli altri sei raccontano in ordine cronologico come e perché ogni figlio è morto. I figli hanno i nomi dei protagonisti delle storie di Allan Poe come Roderick e sua sorella Madeline hanno il nome dei protagonisti del racconto La caduta della casa degli Usher. 

I racconti rinarrati in una nuova chiave sono, in ordine:

1. Una tetra mezzanotte (Prologo)

2. La maschera della morte rossa (Prospero)

3. I delitti della Rue Morgue (Camille)

4. Il gatto nero (Napoleon)

5. Il cuore rivelatore (Victorine)

6. Lo scarabeo d’oro (Tamerlaine)

7. Il pozzo e il pendolo (Frederick)

8. Il corvo (Epilogo)

La serie è poi guidata dal racconto omonimo che si conclude come si conclude la serie e dall’ultima poesia pubblicata da Allan Poe: Annabelle Lee (capolavoro!). 

Episodio migliore secondo me è La maschera della morte rossa per la narrazione e per la fine terribile; più inquietante ovviamente Il cuore Rivelatore che è personalmente anche il racconto più agghiacciante di Poe. Plauso anche a Il gatto nero, un crescendo di ansia e angoscia che culmina nel peggiore dei modi. 

Il monologo finale di Madeline Uscher cambia la prospettiva su tutta la serie, su chi siano ì buoni e i cattivi e sul fatto che, in realtà, non ci siamo buoni e cattivi ma solo scelte giuste e scelte sbagliate. 

 Fucking people. Fucking people out there, Roderick. You don't want Ligadone, don't buy it; you don't want to get addicted, don't abuse it. They're mad because we made it available and desirable. Hey, news flash, it's our only fucking job. These people... They want an entire meal for $5 in five minutes, and then they complain when it's made of shit and plastic. McDonald's would serve nothing but kale salad all day and all night long if that's what people fucking ate. It's available, no one buys it.”

“Fottute persone. Fottute persone là fuori, Roderick. Tu non vuoi il Ligodone, non comprarlo; non vuoi sviluppare una dipendenza, non abusarne. Si incazzano perché è disponibile e desiderabile. Hey, notizia flash, è il nostro fotutto lavoro. Vogliono un intero pasto per 5$ in cinque minuti, e poi si lamentano se è fatto di merda e plastica. McDonald servirebbe solo verza giorno e notte se le fottute persone la mangiassero. C’è nel menu, nessuno la compra.”

Per concludere, The Fall of the House of Usher è ciò che succede quando la letteratura è al servizio del cinema e viceversa nel migliore dei modi possibili, tanto che quando si guarda la serie si ha l’impressione di leggere un bel racconto, uno di quelli che non si superano facilmente, che ti lasciano qualcosa. 

Spero di avervi convinto a guardarla perché merita davvero, davvero tanto.

giovedì 2 novembre 2023

Aeterna e The Walking Dead: come tutto ebbe inzio.


13 anni fa, il 31 ottobre 2010, andava in onda il primo episodio di The Walking Dead. Per me non ci sarà mai più una serie migliore di questa. Ok ammetto che per me è stato The Walking Dead fino alla nona stagione, la “dipartita” di Andrew Lincoln ha chiuso un cerchio. 

Ho iniziato a seguirla solo nel 2013 e proprio nel 2013 ho iniziato a scrivere quella che poi è diventata Aeterna! Ma cosa c’entrano le due cose? In realtà se si guarda alla trama poco! The Walking dead è ambientata in un mondo post-apocalittico dominato da Zombie, è tuttavia a tutti gli effetti un distopico come Aeterna, ma il mio libro è ambientato in un futuro parallelo a quella che potesse essere la realtà, niente apocalisse, niente zombie. Ma non era tanto la trama quanto la caratterizzazione dei personaggi di TWD che mi ha particolarmente influenzato. Se conoscete la serie sapete bene quanto i personaggi e il loro comportamento cambino nel corso del tempo, come i buoni diventino cattivi come i cattivi diventino buoni, che poi si può essere davvero totalmente buoni o totalmente cattivi? 

Questo è quello che ho voluto portare in Aeterna da TWD, ovvero quanto l’ambiente in cui viviamo possa cambiarci profondamente e molto spesso renderci persone peggiori. I fan di TWD sanno quanto alla fine gli zombie siano un contorno e prevalga sempre l’aspetto psicologico dei protagonisti su tutto ciò che gli accade, spero di averlo reso bene in Aeterna… specialmente nel secondo che ahimè non potete ancora leggere. 🤫

P.s. Il fatto che io sia innamorata di Andrew Lincoln non ha influito, forse. 

mercoledì 25 ottobre 2023

Per Elisa e tutto ciò che potete sapere sul caso Claps

 


Ieri sera è andata in onda su Rai 1 la prima puntata della serie Per Elisa sul caso Elisa Claps. 

Breve digressione su ciò che successe: la mattina del 12 settembre 1993 Elisa, una ragazzina di 16 anni, scompare dopo essersi recata a messa alla santissima Trinità di Potenza. I sospetti della famiglia ricadono da subito su un compagno di scuola notoriamente disturbato: Danilo Restivo. Restivo è figlio del direttore della biblioteca nazionale di Potenza e, si scoprirà in seguito, tutta la famiglia ha amicizie clericali tra i quali Don Mimi Sabia, parroco della santissima Trinità. 

La serie racconterà della lotta che tutta la famiglia, in particolare Gildo Claps, fratello maggiore di Elisa, ha dovuto affrontare per dimostrare una verità che tutti hanno sempre saputo: Danilo ha ucciso Elisa e il suo corpo è rimasto nascosto in un sottotetto della Santissima Trinità per 17 anni, fino al ritrovamento nel 2010, qualche anno dopo la morte di Don Mimi. 

Danilo verrà condannato ma si trovava già in carcere in Inghilterra per aver commesso un altro omicidio nel 2002 ai danni di una vicina di casa. 

Magistrale Gianmarco Saurino ma sono di parte perché se facessero una serie su Aeterna l’unico attore che potrebbe interpretare Jack sarebbe lui. Vincenzo Ferrera porta sullo schermo tutto il dolore del papà di Elisa, morto poco dopo il ritrovamento del suo corpo. 

Per me Danilo Restivo rimane uno dei più inquietati Serial Killer d’Italia, bugiardo patologico e assassino senza vergogna, unica consolazione: morirà in carcere. 

Se volete approfondire il caso nei particolari ci sono numerosi podcast e youtuber che ne parlano, ve ne cito solo alcuni:

Dove nessuno guarda - podcast di Pablo Trincia interamente dedicato al caso.

Elisa True Crime - Video YouTube Elisa Claps

Demoni Urbani - Per Elisa 

Indagini - Potenza, 12 settembre 1993 

sabato 7 ottobre 2023

Aeterna. Il primo libro in 4D di Lar Editore e Jeet Write Do

 



Ieri da Volare, storica libreria di Pinerolo, ho presentato Aeterna - La ragazza sbagliata, il mio libro fantasy-distopico edito da Lar editore e Jeet write Do. Aeterna è diventato da pochissimo il primo libro in 4D della Lar. Ma cosa vuol dire libro in 4D? All’interno, tra le prime pagine, è presente un QRcode che porta direttamente il lettore in contenuti esclusivi come: raffigurazioni dei personaggi, ambientazioni, articoli, profili dell’autore, playlist spotify associata al romanzo, foto, interviste e tanto altro! Inoltre il sito del QRcode è in continuo aggiornamento, per cui chiunque acquisti il libro può trovare sempre informazioni nuove sul romanzo e sul suo percorso! 

Per saperne di più non vi resta che acquistare Aeterna, sul sito Jeetwritedo.it, negli store online, in libreria. 


giovedì 7 settembre 2023

Burning Man: 70.000 persone e una città fantasma.





 Come ogni anno, negli Stati Uniti, si è appena concluso il Burning Man. Un festival musicale (che poi chiamarlo così è riduttivo) che si svolge a Black Rock City una città che ogni anno viene “costruita” apposta per il festival e poi smontata. 

Più che un festival il Burning Man nasce come un esperimento, un esperimento di socialità, di autogestione, di totale fiducia nel prossimo e nei suoi comportamenti. Parole d’ordine: autosufficienza e demercificazione. 

Tutto è autogestito, anche gli stessi eventi, opere d’arte, concerti. 

Altro pilastro del Burning Man è la disconnessione, molto artisti partecipano agli otto giorni di festival proprio per abbandonare qualsiasi tipo di connessione ad internet e alla vita esterna per ritrovare l’ispirazione. 

Perché si chiama Burning Man? Perché il sabato sera una grande fantoccio di legno simbolo del festival viene dato alle fiamme. 



Anche quest’anno oltre 70.000 persone hanno montato tende e abitazioni in legno nel deserto di Black Rock dando vita ad uno dei festival più iconici del mondo. 

Perché vorrei andarci? Perché Black Rock city diventa un mondo distopico in cui vige la totale anarchia, dove i partecipanti indossano costumi che li rendono quasi disturbanti, alla Mad Max o distretti poveri di Hunger Games. Le foto lo dimostrano.




Certo anche il Burning Man non è esente da polemiche. Purtroppo da alcuni anni il festival è meta di noti influencer che arrivano a bordo di jet privati e il cui unico scopo e fare foto e like, con tanto di connessione ad internet, in pratica tutto ciò che va contro i principi del Burning Man. Insomma il capitalismo è sbarcato anche a Black Rock City. Spero di riuscire ad andarci prima che diventi un altro Coachella.

venerdì 1 settembre 2023

Cineforum. Domenica 3 settembre al Mulino di Bi si guarda: i Goonies

 

Domenica 3 settembre alle 20.00 al Mulino di Bi di Perrero ci sarà la prima serata di Cineforum all’aperto!

Per la prima serata verrà proiettato il film cult degli anni ‘80 I Goonies. 


Potete portarvi la cena al sacco e mangiarla nell’area picnic dalle 19. 

L’ingresso è gratuito, necessaria la tessera socio! 

Vi aspettiamo! 

mercoledì 30 agosto 2023

I 10 migliori podcast che potete trovare su spotify







Premessa. Io amo il true crime. Quindi la mia classifica sarà poco variegata a livello di tematiche. 

Ma iniziamo. Dal decimo al primo posto.

Decimo posto: Muschio selvaggio di Fedez (e Luis) 

Un anno fa sarebbe stato in top five ma ora, con la (di)partita di Luis ha perso tanto. Per chi non lo conoscesse è un podcast basato su interviste a personaggi famosi, ogni puntata dura circa un’ora, era nato principalmente per essere irriverente e libero da domande pre impostate tipiche della tv. Le mie puntate preferite: Bello figo e la nonna, Saviano, Michela Murgia, Don Alberto e Mauro Biglino. Una puntata a settimana (non sempre).


Nono posto: Il sottosopra di Selvaggia Lucarelli

Dal lunedì al giovedì, 5 minuti al giorno su attualità e fatti. Tanta, tanta polemica, ma io sono polemica di natura quindi mi piace. Non con tutte le puntate sono stata d’accordo però è interessante. 


Ottavo posto: Proprio a me di Selvaggia Lucarelli 

Per me vale solo la prima stagione. La seconda mi ha lasciato un po’ delusa. Prima stagione: 5 puntate sugli amore tossici, storie tanto vere da star male. La prima sull’uomo indiano sembra un racconto di Tabucchi. Impressionante. 


Settimo posto: Morgana di Michela Murgia è Chiara Tagliaferri 

Ahimè Morgana non sarà più lo stesso senza Michela. Storie di donne che hanno cambiato il mondo raccontate con intelligenza e spirito critico. Vite meravigliose. Migliori puntate: Moana Pozzi, Amanda Lear e le donne di Game of thrones. Una puntata al mese. 


Sesto posto: Demoni urbani con Francesco Migliaccio 

Primo podcast che ho ascoltato. La voce di Migliaccio vale l’ascolto dei millemila episodi. Ogni settimana una storia di true crime su delitti, stragi, omicidi irrisolti e serial killer. Scritto benissimo. La prima stagione resta la migliore. I miei episodi preferiti: Ludwig, uomini che odiano le donne, come Mato Grasso, avremo sempre avetrana, e Junko Furuta.


Quinto posto: La città dei vivi di Nicola Lagioia. 

Podcast di sette puntate, autoconclusivo. La città dei vivi è un romanzo di Nicola Lagioia che qui racconta in breve ciò che successe a Luca Varani, un ragazzo seviziato e ucciso durante un festino a base di alcol e droghe durato più giorni. Uno specchio del nostro tempo. Ah, Nicola Lagioia è anche l’ultimo direttore del salone del libro. 

Quarto posto: Non aprite quella podcast di J-ax con Pedar e Matteo Lenardon 

 



In questo podcast J-ax si fa aiutare da Pedar e Matteo Lenardon a smascherare casi paranormali e crimini misteriosi che vanno da Amanda Knox a Padre Pio. Merita tantissimo per l’umorismo dark e le storie ricercate. Un episodio a settimana. Puntate preferite: speciale sette con Michelle Hunziker, Il caso Padre Pio, Il caso Action Park, il caso Damanhur, Il caso Conte Von Cosel. 


Terzo posto: Veleno di Pablo Trincia 

In questo podcast autoconclusivo Pablo Trincia racconta la storia dei satanisti della bassa modenese, caso famosissimo negli anni ‘90 per cui decine di bambini vennero sottratti alle famiglie perché ritenute appartenenti alle bestie di Satana. Spoiler: non c’era niente di vero, i bambini erano stati probabilmente plagiati da psicologi e assistenti sociali, non sono mai tornati a casa. Una parola: tosto. 


Secondo posto: Il dito di Dio di Pablo Trincia 

Podcast autoconclusivo sulla vicenda della Costa Concordia. Terribile. Mentre i sopravvissuti raccontano ti sembra di essere lì con loro. L’unico podcast per cui ho pianto. Il lavoro che Trincia e il suo staff fanno dietro a questi podcast è incredibile (sto ascoltando ora quello nuovo su Elisa Claps: Dove nessuno guarda, farò un articolo a parte). Ma non potevo dargli il primo posto…


Primo posto: Non hanno un amico di Luca Bizzarri 

Sarà che io sono innamorata di lui dal 2002 e quindi questa scelta è dettata dal cuore e non dalla mente ma Luca Bizzarri ha portato una ventata di aria fresca su spotify con Non hanno un amico. Nato per commentare le elezioni del 2022 e poi diventato appuntamento fisso. Cinque minuti al giorno dal lunedì al venerdì in cui parla di attualità, crea chat whatsapp fasulle e racconta aneddoti vissuti e non, in alcuni episodi è addirittura teatrale. Sempre divertente, intelligente e profondamente reale. Episodi preferiti: Goliarda sapienza, la chat della lampadina, l’italiano secondo Salvini.





lunedì 28 agosto 2023

Perché dovete vedere Oppenheimer e perché no.



 È il film del momento lo sappiamo tutti. Sicuramente sarà il film dell’anno, a meno che Scorsese ci riservi qualche sorpresa con Killers of the Flower Moon.

 Io l’ho visto e vi posso dire che è forse il miglior film che ho visto negli ultimi tre anni, gli si avvicina Everything Everywhere all at once ma non lo raggiunge. 

Perché vedere Oppenheimer?

1. La regia di Nolan è magistrale, il film è diviso in tre momenti (anche tre punti di vista) che si intrecciano ma ogni momento è girato in modo diverso in modo da non confondersi, io ho trovato tutto chiarissimo; se penso al fatto che Nolan abbia scritto da solo una sceneggiatura così complessa non posso che provare invidia. La fotografia vincerà l’Oscar, ne sono abbastanza sicura, immagini strepitose. Insomma a livello di tecnica non ha un solo difetto. 

Mi sembra di aver visto un bloopers ad un certo punto ma non ne sono sicura e non trovo riscontro da altri per ora. 

2. La storia del progetto Manhattan non è mai stata spiegata così bene a parere mio. Il film dura 180 minuti ma era necessario per rappresentare tutte le vicende legate all’ideazione della bomba atomica, prima, durante e sopratutto dopo. 

3. Gli attori sono incredibili. Cillian Murphy merita sicuramente l’Oscar, ha mille espressioni facciali diverse e ti fa sentire davvero la sofferenza e il turbamento emotivo affrontato da Oppenheimer, inoltre ha mangiato una sola mandorla al giorno per tutta la durata del set per enfatizzare l’aspetto emaciato dì Oppenheimer.

4. Il messaggio finale, scontato forse ma, a vedere dalle recensioni che ci sono in giro, non poi così ho tanto. SPOILER: per chi non se ne fosse accorto siamo in costante guerra fredda e corsa agli armamenti. Esattamente il contrario di ciò che Oppenheimer si era immaginato. 


Perché non guardare Oppenheimer:

1. Se non avete idea di che cosa sia il progetto Manhattan, chi sia Oppenheimer, e di cosa ha comportato l’invenzione della bomba atomica non guardatelo perché vi mancherebbero delle basi davvero importanti e non lo potreste apprezzare. 

2. Non guardatelo se non avete delle basi di fisica e fisica quantistica, e intendo davvero solo le basi, certo lo si può vedere e capire lo stesso ma a parere mio non sarà la stessa cosa. 

3. Non guardatelo se vi aspettate un film d’azione con esplosioni ogni cinque minuti. Consideratelo un film storico, drammatico a tratti romantico e forse scientifico e giuridico ma non uno sparatutto con un morto ogni cinque minuti. È un film incentrato sui dialoghi e sul capire quei dialoghi quindi richiede tanta tanta concentrazione. 


Insomma Oppenheimer è da vedere sì, ma con delle basi di cultura generale, con la consapevolezza che saranno tre ore in cui servirà il massimo della vostra concentrazione e dei vostri sforzi. 

Merita davvero tantissimo. 

giovedì 24 agosto 2023

I cinque Disaster Movie migliori di sempre.





Premessa: per me Disaster Movie significa una cosa soltanto: è il 2004 e mio padre mi obbliga a guardare solo e soltanto i film su rete 4, per cui per me i Disaster Movie sono quasi soltanto quelli degli anni ‘90 e poche altre eccezioni. Seconda premessa: non guardi un Disaster Movie per sentirti colto, lo guardi per due ragioni: non c’è niente in tv e vuoi farti venire l’ansia.

Ma partiamo con la classifica 

Al quinto posto La diga della paura 

Trashata assoluta, è tanto se ha la pagina su Wikipedia però era bello, attori totalmente sconosciuti, non ha avuto molto successo ma sono sicura che su rete 4 lo fanno ancora oggi, probabilmente non ha diritti d’autore. Ha tutte le caratteristiche di un Disaster Movie e ti fa venire una buona dose di ansia. Se lo merita il quinto posto. 

Al quarto posto 2012 





Chi nel 2012 non ha visto 2012? Io comunque un po’ mi ero presa male per la fine del mondo e la sera del 21 era pure a casa da sola. In ogni caso il film è bello, trash, lunghissimo, e con milioni di dollari spesi in effetti speciali ma la CGI del 2010 ancora lasciava un po’ a desiderare. Comunque ho obbligato mia madre ad accompagnarmi al cinema a vederlo due volte, ed era successo solo per un altro film. Ne parlerò. Attori abbastanza famosi, ma la cosa che più mi piacque furono le riprese nel parco di Yellowstone. 

Al terzo posto Dante’s Peak 





Un Disaster Movie in cui non cala mai l’adrenalina, una cosa che sarei davvero terrorizzata di veder succedere. Ambientato in una cittadina immaginaria ai piedi di un Vulcano negli Stati Uniti, un vulcanologo (Pierce Brosnan) viene chiamato per monitorare alcuni movimenti sismici ma una volta arrivato allarmerà tutti dell’imminente eruzione del vulcano. Ovviamente come in ogni Disaster Movie che si rispetti nessuno gli crederà. 

Al secondo posto Daylight - Trappola nel tunnel

Silvester Stallone è la guida di un gruppo di superstiti rimasti intrappolati in un tunnel sotto il fiume Hudson che collega Manhattan a New York. Tutto il film è una corsa contro il tempo per riuscire a portare tutti in salvo. Spoiler: non ci riusciranno. 

Stallone e Viggo Mortensen devo aggiungere altro? 

Funfact: uno dei superstiti è il figlio, deceduto nel 2012, di Stallone. 

Al primo posto The core 



Questo film è nel mio cuore. Lo abbiamo guardato in quinta elementare per studiare la composizione della terra e poi ho obbligato i miei compagni a fare la recita basata sul film con copione scritto da me, si a 10 anni ho scritto un copione stoppando il film ogni 2 minuti per scrivere le battute, sono pazza. 

Il nucleo della Terra ha smesso di ruotare e un team di esperti deve arrivare fino al centro e bombardarlo per farlo ripartire. È un capolavoro del genere, io mi commuovo ogni volta che ne parlo. Casta eccezionale che a quesì tempi era ancora sottovalutato. Il mio personaggio preferito era interpretato da DJ Qualls mentre ora direi che il migliore era un magistrale Stanley Tucci. Guardatelo. 



mercoledì 23 agosto 2023

La guerra dei mondi, o come Orson Welles per scherzo terrorizzò mezza America

 

Voi la conoscete la storia dello scherzo, che poi non era nato come tale, più riuscito di sempre? Il 30 ottobre 1938 la CBS mandò in onda un programma radio in cui il non ancora celebre regista Orson Welles(Quarto potere) leggeva un estratto dal libro “La guerra dei mondi” in cui un giornalista annuncia alla radio (proprio come Welles) che il New Jersey è stato appena invaso dagli alieni. 


Ecco un estratto della trasmissione

Signore e signori, vogliate scusarci per l'interruzione del nostro programma di musica da ballo, ma ci è appena pervenuto uno speciale bollettino della Intercontinental Radio News. Alle 7:40, ora centrale, il professor Farrell dell'Osservatorio di Mount JenningsChicagoIllinois, ha rilevato diverse esplosioni di gas incandescente che si sono succedute ad intervalli regolari sul pianeta Marte. Le indagini  spettroscopiche hanno stabilito che il gas in questione è idrogeno e si sta muovendo verso la Terra ad enorme velocità. 


E ancora:


Signore e signori, devo riferirvi qualcosa di molto grave. Sembra incredibile, ma le osservazioni scientifiche e l'evidenza stessa dei fatti inducono a credere che gli strani esseri atterrati stanotte nella fattoria del New Jersey non siano che l'avanguardia di un'armata di invasione proveniente da Marte. La battaglia che ha avuto luogo stanotte a Grovers Mill si è conclusa con una delle più strabilianti disfatte subite da un esercito nei tempi moderni (...)


Nonostante prima dell’inizio della trasmissione fosse stato fatto un annuncio spiegando che si trattasse della lettura di un romanzo, negli Stati Uniti, e sopratutto nello stato di New York, si scatenò il panico. Intere famiglie si barricarono in casa, altre scapparono sulle colline più alte, ci furono addirittura dei suicidi. I titoli dei giornali il giorno successivo non parlavano d’altro se non dello scherzo, che scherzo non era, della CBS. L’emittente radiofonica e lo stesso Welles ne giovarono moltissimo in termini di popolarità, ma anche le critiche nei loro confronti furono spietate.

La cosa ebbe una tale risonanza, negli Stati Uniti, che all’annuncio radiofonico dell’attacco a Pearl Harbor nel 1941, molti pensarono si trattasse di un altro scherzo di pessimo gusto. 

Fun Fact: c’è un episodio de “La paura fa novanta XVII” dei Simpson che tratta proprio dello scherzo di Orson Welles.. 

Tolta la disgrazia…. Secondo me uno dei momenti più iconici della storia americana. 



martedì 22 agosto 2023

Il culto del leader. Da Manson a Ernest.

 


C’è un dettaglio ricorrente nelle sette e nelle dittature, dettaglio a volte fondamentale, il culto del Leader. La figura del Leader è posta al centro, tutto viene deciso ed è approvato dal Leader. Il Leader è, la maggior parte delle volte, intelligente, carismatico e molto abile nell’arte oratoria, ma allo stesso tempo temuto e venerato come una divinità. Una setta che ha avuto come capo saldo il culto del Leader è stata la Family di Charles Manson. Un po’ di contesto: Charles Manson, dopo essere uscito di prigione, inizia a vagabondare per la west Coast con alcuni ragazzini, per lo più donne, affascinati dal suo carisma e dalla sua abilità con la chitarra; da lì a poco fondano la Family, una comune (setta) con sede allo Spahn Ranch nei sobborghi di Los Angeles. Questi ragazzini eleggono Manson a loro Leader spirituale e morale, fanno, ascoltano e osannano tutto ciò che lui dice; fino a quando Manson inizia ad incaricare i ragazzi di una serie di omicidi (perpetrati per lo più per vendetta nei confronti di celebrità che non lo avevano aiutato a diventare famoso) fino ad arrivare alla strage Tate-La bianca in cui i ragazzi della family uccidono, tra gli altri, Sharon Tate attrice e moglie di Roman Polanski (il film “C’era una volta a Hollywood” di Tarantino racconta in modo romanzato ciò che successe in quei giorni, cambiando il finale). Come può una persona convincerne altre a commettere omicidi in suo nome senza essere presente? Probabilmente non c’è una risposta sola a questa domanda però volevo che Ernest fosse in grado di essere abbastanza convincente da riuscire a governare anche a distanza sugli Aeterni, volevo che la loro paura nei suoi confronti fosse costante, anche quando lui non era presente, o si trovava a km di distanza. Volevo che Ernest incarnasse il Culto del Leader, che lui fosse al centro di Aeterna è che tutta l’organizzazione girasse intorno a lui, tanto da commettere omicidi in suo nome senza che lui fosse presente. Spero di esserci riuscita. Se nel primo la sua figura era più che altro un’ombra di terrore sugli altri personaggi, nel secondo sarà una presenta piuttosto costante così da poter analizzare meglio cosa davvero rappresenta il culo del Leader ad Aeterna. 


lunedì 21 agosto 2023

Perché the Wolf of Wall Street è il miglior film di sempre.

 


Non cambio il mio film preferito dal 2014, ovvero da quando ho visto per la prima volta The Wolf of Wall Street, e non credo lo cambierò mai. Perché è IL film? Perché ha tutto ciò che serve. Jordan Belfort è intelligente, carismatico, folle e dannatamente umano. È un film che si allontana da tutto il Politically correct che sta rovinando la settima arte. C’è sesso, droga, tradimenti, soldi, soldi usati nel peggiore dei modi, ancora droga, ancora sesso e tanti, tantissimi soldi. E se credete che la vita di quell’1% della popolazione che detiene il PIL pro capite più alto del mondo non sia così allora vivete ancora nel mondo della favole. DiCaprio meritava l’Oscar, lo ha avuto l’anno dopo per The Revenant, ma era evidente che quel premio significasse: “scusaci Leo, dovevamo dartelo l’anno scorso”. Di Martin Scorsese non si può dire nulla, e che gli vuoi dire? Io ero già innamorata dopo Taxi Driver ma qui si è superato. The Wolf of Wall Street dura quasi tre ore e non ti annoia neanche per un secondo, e lo puoi riguardare, 10, 100, 1000 volte ed è sempre meraviglioso. The Wolf of Wall Street è volgare, blasfemo, scorretto, spinto… ma ha anche dei difetti. Insomma se non l’avete ancora visto dovete vederlo, se siete per il politically correct non guardatelo, se vi scandalizzate facilmente non guardatelo. Se volete vedere il miglior film degli ultimi dieci anni… dovete vederlo ora. 

venerdì 11 agosto 2023

God save the queer. Ciao Michela.




 Michela Murgia è stata, è e sarà sempre per me fonte di ispirazione e ammirazione. Michela è stata tutto ciò che voleva essere, senza chiedere mai il permesso a nessuno; Michela ha scritto e detto ciò che voleva scrivere e dire senza mai preoccuparsi del giudizio altrui, dei benpensanti, delle critiche. Michela si è battuta per i diritti, di tutti. Michela ci ha insegnato come si vive con dignità, come si muore con dignità. Michela che nell’ultimo periodo ci ha donato, ancora una volta, una grande verità, quella della bellezza della famiglia queer, della famiglia che ti scegli, senza vincoli di sangue o di legge. Te ne sei andata nel momento in cui questo paese ha bisogno di persone come te per non soccombere, speriamo di non deluderti. God save the queer. Ciao Michela. 

giovedì 10 agosto 2023

Into the wild. L'ambientazione di Aeterna




SPOILER SULL'AMBIENTAZIONE. 

 Ad oggi, con il libro stampato, Aeterna si trova in una zona centro-settentrionale del Canada, più precisamente nelle regioni chiamata Nunavut e Territori del Nord-Ovest. Ma Aeterna, mentre lo scrivevo, non ha sempre avuto un'ambientazione precisa; non ho trovato, fino al 2023 un luogo che fosse adatto a ciò che per me era sempre stata l'ambientazione, la flora e la fauna, di Aeterna. 

Mentre immaginavo le lande desolate che circondano il Praetorium, l'unica ambientazione a cui riuscivo a pensare erano le terre sconfinate di Into the Wild. Per chi non lo sapesse, Into the Wild è un film di Sean Penn del 2007, in cui viene raccontata la storia di Christopher McCandless, un ragazzo che abbandonò amici, famiglia e lavoro per intraprendere un lungo viaggio attraverso gli stati uniti, finirà poi la sua breve vita su un autobus abbandonato in Alaska probabilmente avvelenatosi con delle bacche. La fotografia delle scene girate in Alaska mi ha sempre affascinato moltissimo, chilometri di neve, alberi, animali e fiumi senza che quasi ci sia traccia di esseri umani. Aeterna doveva assomigliare all'Alaska di Into the Wild. purtroppo però per mantenere la plausibilità di Aeterna l'Alaska non bastava, è uno stato ancora troppo popolato e soprattutto fa parte degli Stati Uniti, non poteva essere ambientato in Alaska. così dopo un po' di ricerca ho trovato i Territori del Nord Ovest e il Nunavut, che non solo assomigliano per flora e fauna all'Alaska di Into the Wild ma hanno anche una percentuale di popolazione di 0.01 abitanti per chilometro quadrato. 





Funfact: se cercate indicazioni su google maps da JFK (luogo dove il libro ha inizio) al Praetorium di Aeterna, l'applicazione vi dirà "nessun percorso disponibile" perché in quelle zone non ci sono strade, né centri abitati, né qualsiasi costruzione che possa indicare la presenza di esseri umani. E' davvero così o Ernest ha fatto manomettere i satelliti?

Concludo la mia digressione sull'ambientazione dicendo che, a differenza di Into the Wild, ad Aeterna le persone ci sono e anche molte perché... la felicità è reale solo se condivisa. 

mercoledì 9 agosto 2023

Il viaggio di Aeterna. 2013-2023




Qualcuno lo sa già, altri forse no, ad altri ancora magari neanche interessa, ma ho iniziato a scrivere Aeterna nel 2013. Non si chiamava Aeterna, non era una trilogia ma un racconto breve, non parlava di un’organizzazione ma di una mafia; insomma, sono cambiate parecchie cose nel corso di questi dieci anni. Per me scrivere è sempre stato rifugio, quando scrivevo a 17 anni era rifugio dalle delusioni d’amore, a 22 rifugio dagli esami andati male,  a 24 era rifugio dai problemi della pandemia, ora, a volte, è rifugio da tutto, tanto che a volte devo impormi di spegnere il computer perché perdo il senso del tempo e, ahimè, anche della realtà. Aeterna è stato il mio rifugio per tutti questi anni, un mondo distopico in cui ritrovavo e ritrovo la mia pace, nonostante sia tutt’altro che un mondo pacifico. Non ho mai pensato in questi dieci anni che Aeterna sarebbe diventato una cosa di tutti, di tutti quelli che lo avrebbero voluto e lo vorranno leggere. Quando a gennaio, dopo quasi dieci anni, ho deciso che fosse arrivato il momento di provare a farlo leggere ad altri, provare per vedere se per qualcuno ne valesse la pena, ci è voluto tanto coraggio, lasciar leggere ad altri ciò che scrivi e un po’ come una seduta dallo psicologo messa in pubblica piazza, un po’ the Ferragnez insomma. Anche se ciò che scrivi non parla di te, anche se non racconta di cose che tu hai vissuto, stai comunque dando spazio a qualcun altro di vedere ciò che fino ad un attimo prima era stato solo nella tua testa, o al massimo sul tuo computer. A distanza di sette mesi posso dire che forse non ho preso decisione migliore nella mia vita di questa, quella di provare a pubblicare Aeterna e renderla una cosa di tutti. Ieri una ragazza mi ha fermato in strada per parlarmi di Aeterna, di come è scritto, di cosa le è piaciuto; l’altro giorno una signora mi ha detto qual è stato il suo personaggio preferito… tutte esperienze che fino a 7 mesi fa avevo solo sognato di poter vivere un giorno. Il viaggio di Aeterna è appena iniziato ma sono già felice di essere partita, dieci anni fa.


Una serie capolavoro che in Italia abbiamo ignorato: Rivals.

Se c’è una cosa che mi diverte di Rivals – la serie Hulu uscita nel 2024 e basata su un romanzo del 1989 di Jilly Cooper – è l’espressione c...